domenica 28 dicembre 2014

Old America


Uno schema ad uncinetto classico ma sempre attuale, adatto per fare coperte e copertine con tutti gli avanzi di lana.

Come fare
-6 catenelle e chiudere a cerchio con maglia bassissima.

-3 catenelle che costituiranno la prima maglia alta del primo giro, 2 maglie alte, 2 catenelle, 3 maglie alte, 2 catenelle, 3 maglie alte, 2 catenelle, 3 maglie alte, due catenelle e chiudere il primo giro con 1 maglia bassissima.

-3 catenelle che costituiranno la prima maglia alta del secondo giro, 2 maglie alte,  1 catenella, 3 maglie alte, 2 catenelle, 3 maglie alte,  1 catenella, 3 maglie alte, 2 catenelle, 3 maglie alte,  1 catenella, 3 maglie alte, 2 catenelle, 3 maglie alte,  1 catenella, 3 maglie alte, 2 catenelle e chiudere il secondo giro con 1 maglia bassissima.

mercoledì 24 dicembre 2014

venerdì 19 dicembre 2014

Intervista Kate Alinari


Kate Alinari, MadebyKate, è un'appassionata di uncinetto, amigrumi e cofondatrice del gruppo Magliauomini su Facebook. per saperne di più

mercoledì 17 dicembre 2014

Bustine sorelline ed oltre!



Ancora le bustine sorelline?!! Anna ma basta!
Vero... ma è un modo per far vedere come faccio a calcolare la profondità di una busta, borsa o beauty che sia.



Per confezionare le bustine sorelline basta un Fat Quarter e due cerniere da 18cm.
Dal FQ tagliare due rettangoli di 54cm  per 21cm.


Piegare il lato lungo di ogni rettangolo su se stesso dritto contro dritto e cucire sul lato corto.

lunedì 15 dicembre 2014

Carissima Emma


Carissima Emma, Se avessero saputo… Se avessero saputo cosa, l’una diceva dell’altra…  In passato c’era stato un momento in cui le loro “anime” si erano incontrate, ma la loro natura indolente le portava a non aprirsi l’una all’altra e inconsapevolmente si respingevano come i poli uguali di una calamita…  tornando nel loro intimo più profondo ad odiarsi reciprocamente. Se avessero immaginato… ma questo non era importante e forse in realtà se lo immaginavano… eccome se lo immaginavano!... ma preferivano far finta di non sapere. Troppo faticoso dover prendere una posizione e troppo comodo avere come complice della propria debolezza una persona con i medesimi intenti. La cosa fondamentale per loro era cercare di riempire quelle giornate… quelle maledette giornate… maledettissime giornate...dove il vuoto della loro essenza  faceva eco nella loro mente e rendeva interminabile il passare di ogni ora … di ogni minuto… la rabbia che le logorava, riuscivano a sfogarla  parlando male proprio di quelle persone che erano  come loro  avrebbero voluto essere. Denigrare gli altri sfamava la loro invidia,  le faceva sentire migliori e per un attimo le allievava da quella terribile pesantezza che le opprimeva ogni istante. Non desideravano fare male a qualcuno, quello no, ma solo curare la rabbia divorante che era dentro di loro... unica amica e compagna…

Cara Emma …« Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:

non ragioniam di lor, ma guarda e passa. »

lunedì 1 dicembre 2014

Alla fiera del libro e della Creatività


E' stato un grande onore essere invitata a presentare Primo Manuale di Patchwork alla Fiera del Libro e della Creatività di Venturina. Ho incontrato persone fantastiche che mi hanno mostrato un affetto incredibile. Ma la cosa che mi ha emozionato di più è stata la presenza di Matilde, una bimba meravigliosa di nove anni, che ha assistito alla presentazione e poi con la sua copia di Primo Manuale di Patchwork è venuta da me a chiedermi l'autografo... 

mercoledì 19 novembre 2014

Doppio controllo per il margine piedino


Avere la sicurezza di stare a margine di piedino crea molta ansia sopratutto se è da poco tempo che si pratica patchwork.  Possiamo avere un valido aiuto dai piani supplementari delle macchine da cucire. Forse non tutte le macchine ne sono provviste ma la mia Bernina 550 si!
Possiamo vedere dalla foto che il margine della stoffa corrisponda sia al margine del piedino che alla tacca del quarto di inch.
Pfiu...siamo tutti più tranquilli e sereni!

martedì 18 novembre 2014

Yoko Saito!





次回の講習会は4年ぶりのイタリア、フィレンツェです。
毎年参加してくださってたベテランキルターさん、今回初めて私の講習会に参加してくれるキルターさん、この講習会を機会にキルトの世界に仲間入りされる新米キルターさん、皆様にお会いできるのを心から楽しみにしています。
Finalmente saro' di nuovo a Firenze dopo quattro anni!


Terro' nuovi corsi di patchwork che saranno una lieta occasione per

rivedere tute le quilter italiane che mi hanno seguita in questi

anni ed

anche le neofite che si affacciano in questo magnifico mondo per

condividere la mia grande passione.

I corsi saranno due: nel primo della durata di un giorno

realizzeremo un progetto di livello avanzato tratto dal mio libro

 che ha gia ottenuto notevole successo in molti paesi. il secondo

 che avra la durata di due giorni vertera sulle tecniche base del

 patchwork che divulgo anni.

14-15 marzo - corso sulle tecniche giapponesi di cucito appliqué e      trapuntatura

Costo del corso del 13 marzo 290 euro
Costo del corso del 14-15 marzo 390 euro
Costo dei corsi del 13 + 14-15 marzo 650 euro

Nel prezzo è compreso: il corso, il kit, il/i pranzo/i

Le iscrizioni saranno valide esclusivamente dal momento in cui verrà effettuato il versamento dell’anticipo e restituito il modulo di iscrizione tramite em ad agomagoeventi@gmail.com

                        Mappa

Per chi volesse soggiornare a Firenze abbiamo una convenzione con l'Hotel San Giorgio e con l'Hotel Rex .
Gli Hotel si trovano a due passi dalla sede del corso e dalla stazione centrale.
camera singola € 59
camera doppia €79
camera tripla €100
per ulteriori informazioni e prenotazioni chiamare il numero 055 284344 con il codice Agomago Eventi

sabato 15 novembre 2014

Peposo versione 2

Dopo la pubblicazione della ricetta del Peposo, in tanti si sono scatenati sull'uso dell'acqua.
Allora ho provato ad usare solo il vino ma non la conserva di pomodoro!
1° perché nella ricetta originale la passata non è prevista
2° perché imbastardisce il gusto!
ho guardato altre ricette e...:
Paolo Petroni propone un cucchiaio di conserva (facoltativo)
La macelleria Nannicini dell'Impruneta mette nella ricetta pelati passati e un bicchiere di vino e acqua!

Nell'altra ricetta che ho proposto, ho cotto la carne in acqua perché il vino che avevo deciso di usare, mi piaceva molto, ma era troppo forte. Così in questa ho usato un Chianti Colli Senesi a 12,5°, ma per poter sostenere la cottura per 3 ore mi è andato più di un litro di vino in due chili di carne!




Le cavie dell'esperimento (sempre le stesse) hanno apprezzato più la seconda versione, io la prima!

lunedì 10 novembre 2014

Week End di passioni al Rigo

Bellissimo il mio Week End!
Il tutto è iniziato andando alla stazione con Gianna pre prendere Alessia e Giuliana


Dopo aver lasciato borse, borsette stoffe e stoffette al Rigo, siamo andate al Mulino Luchino
 per prendere le farine biologiche. Perché? Perché è partito l'embolo della pasta madre ecco perché! E vogliamo fare il pane con la farina facilmente acquistabile? Nooooooo!!!! Troppo semplice! Chissà perché ma quando siamo entrate mi è venuta in mente Emma... Boh!

E poi?... Bagno Vignoni e pranzo al Loggiato

La Vasca di Bagno Vignoni


le stoffe di Gianna
E poi è iniziato il "corso"! 
L'obiettivo era comporre un quarto dello schema Stella di Betlemme!



Lorenza!

L'obiettivo di Sofia era quello di cucire un trapuntino per il suo micio. bravissima pensare che non aveva mai cucito. Per me averla aiutata è stata una gioia immensa...



Luisa... La mitica Luisa ogni tanto si "fermava" a farci compagnia.

Luisa con Sofia


Le stoffe di Fiammetta
Le stoffe di Melania
Alessia arrivata da Monaco per fare il suo "primo" corso di patchwork

Fiammetta, Elena, Melania e Antonella


Tutte soddisfatte ed io al settimo cielo!

 Grazie!


martedì 4 novembre 2014

Peposo di Tiziano

Bene Anna la ricetta è la seguente: 
1 KG di carne (il muscolo quello degli ossi buchi, ma se hai un macellaro di fiducia fai meglio) 400 gr. di pelati (sgocciolati) 1 capo d'aglio, 1/2 bicchiere di vino rosso, 7 gr. di pepe.Si mette tutto a freddo, si copre fino a inizio bollitura e poi si 
scopre mescolandolo con cautela in modo che non si attacchi.

Questa  è la dose per 3-4 persone, ma se vuoi chiarienti migliori mi puoi chiamare  tranquillamente 

TIZIANO

lunedì 27 ottobre 2014

Peposo



Il peposo è un piatto Toscano e più precisamente dell'Impruneta. Il comune dell'Impruneta si trova sulle colline a sud di Firenze ed è famoso, oltre che per il suo straordinario paesaggio e produzione di vino, soprattutto per le argille cotte, semplicemente chiamate il "cotto dell'Impruneta".
La produzione del cotto richiede l'utilizzo di forni ampi come una stanza che, bruciando legna, raggiungono temperature molto elevate per giorni e giorni. Gli addetti alla fornace, detti Fornacini, pensarono di utilizzare questo calore così a lungo disponibile, per cuocere il piatto che sto per descrivere. I fornacini mettevano infatti, tutti gli ingredienti in un coccio al lato della fornace, dove il calore non era così forte, e lasciavano a cuocere per tantissime ore la pietanza.

Sembra che il Peposo andasse alla grande durante la costruzione della cupola del nostro amato Duomo, e i fornacini si nutrissero di questa sostanziosa pietanza.
Ho trovato questa curiosità:
Nel periodo della costruzione della cupola tutti i materiali  destinati alla fabbrica del Duomo di Firenze erano esentasse, e su tutti  veniva scritta una sigla "A U.F.O." ovvero: "Ad Usum Florentinae Operae".
Da qui risale il detto tipicamente fiorentino "A Ufo" usato per indicare tutto ciò che si ottiene a spese altrui.

Questa è la mia ricetta
ingredienti per 6/8 persone:
2 kg di carne del muscolo del manzo a pezzi non troppo piccoli
1/2 litro di vino rosso (Chianti possibilmente)
80 grammi di spicchi aglio sbucciati
14 grammi di pepe nero tra grani e polvere (più polvere c'è più forte è)
sale q.b.
acqua q.b


si mettono tutti gli ingredienti, fuori che il vino, in una pentola, e si aggiunge acqua fino quasi a coprirli





il fuoco deve essere  abbastanza vivace all'inizio, ma appena l'acqua inizia a bollire si abbassa la fiamma al minimo e si copre parzialmente.


dopo circa un ora e tre quarti si aggiunge il vino...
e passate circa tre ore e mezzo, il vino si è ritirato tutto e il peposo è pronto.

Da notare: questo piatto è privo di olio e soffritti.
Nella ricetta originale non c'è il passato di pomodoro ma viene spesso aggiunto. Ne risulta un gusto più delicato ma decisamente più comune.